Fototeca/Fototecnica


La Fototeca e la Fototecnica: amore a prima vista

È bastato uno sguardo alla enorme parete piena di scaffalature che custodiva le scatole del Fondo Fototecnica per fare sì che La Fototeca se ne innamorasse. Un vero colpo di fulmine, o meglio, un gran bel flash!

Tra le due ditte c’erano stati dei trascorsi, spesse volte il nome dell’una veniva confuso con quello dell’altra, un segno che il loro destino, prima o poi, le avrebbe fatte incontrare.

La Fototeca è nata per prendersi cura dei materiali fotografici e gli archivi di negativi hanno sempre esercitato su di noi il loro immenso fascino. Cosa dunque ci poteva capitare di più entusiasmante di un grande archivio di negativi su lastra di vetro pieno di tesori da riscoprire e per di più riguardante la nostra amata città?

Nel Gennaio 2019 abbiamo iniziato i lavori di pulitura, digitalizzazione e archiviazione con molte aspettative tutte puntualmente realizzate.

A livello foto-tecnico i materiali (10000 lastre) che abbiamo trattato nel 2019 e nel 2020 sono negativi alla gelatina bromuro d’argento su lastra di vetro, nella quasi totalità le dimensioni sono quelle del formato 18×24 cm. Il loro stato di conservazione è mediamente buono e la percentuale di lastre con gravi danni, alterazioni dell’emulsione o rotture del supporto è tra le più basse mai incontrate, lo 0,5%.

La vernice rossa, utilizzata per scontornare oggetti in circa 3000 negativi, è utilizzata nelle riprese industriali per rimuovere particolari indesiderati, come i cavalletti delle motociclette. In qualche caso la vernice oscura alla stampa, ma non alla vista, i personaggi incaricati di mantenere lo sfondo in tela o carta, che serviva a isolare il soggetto. È inevitabile pensare, guardando queste lastre, a quel genere di fotografia denominato “hidden mother” in cui i soggetti delle immagini, i bambini, erano fotografati con le madri presenti e necessarie per la buona ripresa del pargolo, ma venivano occultate dietro le tende o riprese solo parzialmente ai margini dell’inquadratura.

Ciò che abbiamo trovato onnipresente, nella prima annualità, è la polvere rossa che costituisce la vernice. Fine e impalpabile si rinviene anche in scatole in cui nessuna lastra è verniciata. È idrosolubile e si palesa al momento della pulitura per mezzo di soluzione idro-alcolica del lato vetro delle lastre ma impregna i pennelli e si deposita ovunque, costringendo a continue ripuliture dei piani di appoggio. Nell’anno 2020 la scelta delle immagini da trattare si è focalizzata su materiali concernenti la città di Bologna e sulla produzione di artisti, pittori e scultori. In questa tipologia di materiali la vernice rossa è presente in pochissime occasioni

Vernice alterata e polverizzata
un piccolo divertissement per pubblico di una certa età #chivuolesserlietosia

L’intervento conservativo su questi negativi ha previsto la pulitura, digitalizzazione, l’archiviazione in buste e scatole a norma e la stabilizzazione e isolamento delle poche lastre incrinate o rotte.  Abbiamo implementato un documento su foglio elettronico riportante i dati tecnici, le caratteristiche dei fototipi la provenienza e la collocazione finale delle lastre.

Come abbiamo già avuto modo di segnalare sono veramente poche, in questo lotto di 10000 negativi, le immagini con danni che ne compromettono la leggibilità.  In questi casi ci troviamo di fronte a forti alterazioni dell’emulsione causate da una concomitanza di fattori, cattivo trattamento in fase di sviluppo, presenza di materiali conservativi e condizioni termoigrometriche non ideali. E la cosa bella è che queste alterazioni rendono le immagini, ai nostri occhi innamorati, enormemente affascinanti.

Evidentemente però non solo noi siamo attratte da questo archivio, tanto è vero che in soli 20 mesi i materiali hanno avuto più di 1.500.000 visualizzazioni sul sito di Genus Bononiae , dove sono consultabili insieme al Fondo Pietro Poppi, Fotografia dell’Emilia che è stato oggetto negli scorsi anni di un analoga operazione di restauro, digitalizzazione e catalogazione.

La muova collocazione di 10000 lastre del fondo Fototecnica

Nonostante il grande numero di lastre trattate, ora tutte riposte in buste e scatole conservative, rimarrebbe molto lavoro da fare su questo fondo. La parete che accoglie le scatole originali nasconde ancora un quantitativo stimato in 50000 negativi. Sarebbe bello portarli tutti alla luce!

Scatole ancora da trattare